Cibi scaduti: quali consumare senza rischi?

Abituarsi a non sprecare e utilizzare in modo ottimale gli acquisti alimentari dovrebbe essere una scelta naturale, eppure spesso si sbaglia, per leggerezza o convinzioni errate rispetto alla conservazione e alle date di scadenza dei cibi.

Che un prodotto scaduto possa comportare un rischio per la salute è vero in alcuni casi ma non sempre. Dipende dal tipo di alimento, dal fatto che sia in una confezione sigillata o già aperta e da quanto tempo è effettivamente trascorso tra la data di scadenza e il momento in cui sorge il dubbio se mangiarlo o buttarlo.

Per capire quali cibi scaduti è possibile consumare senza rischi è importante imparare a comprendere l’indicazione fornita per legge sulle confezioni e che permette di distinguere diverse categorie di alimenti.

1. Cibi ad alta e rapida deperibilità

Sulla confezione troveremo la dicitura “da consumarsi entro”, con l’indicazione precisa di giorno, mese e anno di scadenza.

I prodotti ad alta deperibilità andrebbero infatti consumati entro la data indicata. È possibile superarla di due o tre giorni al massimo e solo in alcuni casi, quando l’alimento è correttamente conservato, la confezione integra e l’aspetto e l’odore sono quelli usuali. Questo può valere ad esempio per lo yogurt, ma non per il latte e i formaggi freschi, per i quali è meglio attenersi il più strettamente possibile alla data di scadenza indicata.

Lo yogurt è da consumare al massimo 2-3 giorni dopo la scadenza

Maggiore attenzione va riposta al consumo di alimenti scaduti se la ricetta non prevede cottura. La cottura è, in linea di massima, una discriminante importante, perché contribuisce ad eliminare molti dei batteri che potrebbero essere proliferati conservando un cibo oltre la data consigliata.

Non andrebbe superata la data di scadenza per i salumi affettati, per i quali il rischio di sviluppare tossine è più alto, e tanto meno quella di carne e pesce in vaschette confezionate.

Particolare attenzione va anche alle uova, che possono comportare dei rischi se consumate dopo la data di scadenza, soprattutto se utilizzate crude o alla coque. Al tegamino o sode il rischio diminuisce, ma non deve comunque mai trascorrere troppo tempo tra la scadenza e il consumo. Nel dubbio, superata la data di scadenza indicata sulla confezione, si può usare il vecchio metodo di immergere le uova in acqua e osservare se galleggiano o restano a fondo. Se tendono a galleggiare vanno gettate.

Quando le uove sono scadute tendono a galleggiare nell'acqua

2. Cibi a media deperibilità

In questo caso sarà riportata la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”, seguita da giorno, mese e anno di scadenza.

I prodotti che riportano sulla confezione questa indicazione (ad esempio biscotti e prodotti da forno confezionati, snack salati) hanno un rischio molto contenuto, se correttamente conservati e in confezioni integre, di sviluppare batteri nocivi nei giorni successivi alla data di scadenza. Quello che potrebbe succedere è che, col passare del tempo, perdano le proprietà organolettiche iniziali. Potrebbero in sostanza cambiare consistenza, perdere fragranza ed essere meno buoni, ma non pericolosi per la salute. Vale quindi la pena di assaggiare prima di decidere se buttare o no.

Cracker scaduti, meno buoni ma non pericolosi per la salute

3. Cibi a lunga conservazione

Sono i prodotti che riportano sulla confezione, dopo la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”, mese e anno di scadenza, senza indicazione del giorno.

Vale la regola generale secondo la quale più a lungo un alimento può essere conservato meno è rischioso consumarlo, entro certi limiti, anche se scaduto. Scatolame, caffè, conserve, cibi che vengono considerati perfettamente commestibili se consumati entro due/tre anni da quando sono stati prodotti e messi in commercio, saranno utilizzabili senza rischi fino a un mese dopo la scadenza, se la confezione non è mai stata aperta.

Pasta secca e riso possono essere consumati tranquillamente anche se scaduti da diverso tempo, purché siano stati correttamente conservati e non mostrino segni evidenti del contrario.

Riso scaduto? Nessun problema, se conservato correttamente

Per alcuni prodotti, come sale, zucchero, aceto, non è nemmeno obbligatoria per legge l’indicazione di una data di scadenza perché mantengono naturalmente intatte per un tempo eccezionalmente lungo le proprietà originali.

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Daniela Dall'Alba

Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Supermercato24 da febbraio 2019.

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