Come e quanto conservare gli alimenti in freezer

Conservare gli alimenti in freezer

Tutti convinti sostenitori dell’enorme vantaggio pratico di poter conservare a lungo gli alimenti in freezer, non è raro poi, alla prova dei fatti, cadere sulle regole base necessarie a preservare la qualità dei prodotti ed evitare rischi per la salute. Meglio allora farsi venire qualche dubbio e chiedersi come e quanto si conservano gli alimenti in freezer, quali sono le giuste abitudini e quali gli errori da evitare.

Prima di ragionare su cosa si può conservare in freezer, e per quanto tempo, è indispensabile verificare le performance dell’elettrodomestico, in sostanza capire quanto freddo produce e mantiene a regime. La risposta si troverà sulla porta del freezer, all’esterno o all’interno, contando il numero di stelline (asterischi) riportati in un piccolo riquadro. Ogni stellina corrisponde a 6 gradi sotto lo zero. Un congelatore con tre stelline arriva a -18° e garantisce la durata massima di conservazione dei surgelati acquistati. Se però si ha l’abitudine di congelare cibi freschi o avanzi di piatti cucinati, è necessario che le stelline sul freezer siano quattro. Questo indica che il congelatore può far scendere la temperatura ben oltre i -18° e può raffreddare gli alimenti in tempi sufficientemente brevi da impedire che subiscano danni nel processo. A seconda del modello, va verificato nelle istruzioni, è possibile anche attivare manualmente tramite un tasto una funzione di congelamento rapido, fino a -30°, degli alimenti freschi.

Esclusi gli scomparti ghiaccio a 1 o 2 stelle, i freezer a 3 o 4 stelle permettono di conservare gli alimenti congelati fino a 12 mesi, con qualche distinguo. La conservabilità di un alimento congelato dipende prevalentemente dal suo contenuto di acqua e grassi. Minore sarà la percentuale di acqua e di grassi di un alimento, più a lungo manterrà le sue caratteristiche e qualità. È il motivo per cui le salsicce congelate dovrebbero essere consumate entro tre mesi, mentre la carne di manzo e il pollame entro nove. Influirà sulla conservazione aver provveduto a disossare, sgrassare ma anche affettare e porzionare prima di congelare. La discriminante grassi e acqua vale anche per il pesce: merluzzo, orate, branzini si conservano più a lungo in freezer rispetto a sardine e sgombri. La pasta fresca, il pane e i prodotti da forno si prestano in genere molto bene a essere congelati e conservati fino a sei mesi. Sono indicazioni di massima che variano anche in base alle caratteristiche tecniche del freezer, è quindi sempre consigliato verificare le istruzioni fornite con l’elettrodomestico. I prodotti acquistati già surgelati riportano in etichetta la temperatura di conservazione e la scadenza da rispettare.

Conservare i cibi in freezer: barattoli e contenitori

Parlando invece di come conservare in freezer alimenti freschi o piatti già cucinati l’attenzione si sposta sui contenitori da utilizzare, l’etichettatura e la disposizione corretta. È consigliabile acquistare vaschette e barattoli specifici per le basse temperature, sacchetti che isolino correttamente gli alimenti senza far entrare troppa aria, oppure alluminio per avvolgerli. È buona norma inoltre non riempire esageratamente il freezer ma anzi lasciare un po’ di spazio tra i contenitori, disponendoli con ordine e in modo che restino in vista i prodotti da consumare in tempi brevi. Per questo è utile anche etichettare i contenitori, indicando la data del congelamento e il contenuto, quando rischia di non essere più evidente. Sarà infine necessario sbrinare periodicamente il freezer, perché funzioni al meglio, consumi meno energia e il ghiaccio non rubi spazio utile alla conservazione dei cibi (per approfondire il tema leggi il nostro articolo sulla pulizia del frigorifero).

A proposito di ghiaccio e condensa, vietato mettere pietanze ancora calde nel freezer, si rischia di danneggiarne il sistema. Altro errore da evitare è quello di rompere la catena del freddo e ricongelare un prodotto ormai scongelato: non solo ne risente la qualità del cibo, ma può rappresentare un rischio per la salute, in particolare se si tratta di carne o pesce. La carica batterica di un alimento, temporaneamente bloccata ma non eliminata dalle basse temperature, riprende infatti a crescere a doppia velocità in fase di scongelamento. Meglio quindi procedere il prima possibile a cuocere e consumare il prodotto. Sempre per ostacolare la proliferazione di microrganismi, quando l’alimento non si presta ad essere cucinato appena tolto dal freezer sarebbe preferibile farlo scongelare, anche se lentamente, in frigorifero, anziché lasciarlo diverse ore a temperatura ambiente.

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Daniela Dall'Alba

Pubblicato da Daniela Dall'Alba

Laureata in Lingue e Letterature Straniere all'Università degli Studi di Milano, copywriter e traduttrice freelance, Daniela collabora con Supermercato24 da febbraio 2019.

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