Abitudini di spesa e lockdown

Il lungo periodo di isolamento causato dall’emergenza coronavirus ha certamente influito sulle nostre abitudini quotidiane, con evidenti ripercussioni sugli acquisti di generi alimentari e non. Coop ha provato a fare il punto sull’evoluzione delle abitudini degli italiani osservando quanto e come è cambiato il carrello della spesa dall’ultima settimana di febbraio alla fine di aprile 2020.


Le prime due settimane dall’inizio dell’emergenza sono state caratterizzate da un vero e proprio assalto ai rifornimenti, motivato da una forte e incontrollata preoccupazione rispetto alle disponibilità future di generi alimentari. Coop, come altre insegne della Grande Distribuzione Organizzata, si è trovata a gestire un’affluenza decisamente sopra la media. Si è assistito poi a un graduale ritorno alla normalità, sostanzialmente quando è stato chiaro che la possibilità di regolari approvvigionamenti non era in discussione. Specchio delle diverse fasi attraversate dal Paese sono i dati di vendita relativi ad alcuni prodotti che hanno beneficiato di un aumento eccezionale della domanda, mentre altri registravano un brusco arresto.

Cibi a lunga conservazione, pasta, riso e olio sono stati i protagonisti della primissima fase. La corsa alle scorte ha portato, ad esempio, a far impennare le vendite di carne in scatola (+62%) e minestre liofilizzate (+37%). L’assalto non ha del resto risparmiato i cibi freschi, che secondo i dati Coop all’inizio dell’emergenza hanno registrato un aumento a doppia cifra della richiesta.

Passato questo primo momento, con le dispense ormai piene di scorte e coscienti che l’isolamento non sarebbe stato breve, l’interesse dei consumatori verso lo scatolame è calato e si è rivolto verso gli ingredienti base per sperimentare in cucina. Pane, pizza e torte fatte in casa sono diventati un modo per ingannare il tempo tra le mura domestiche. Questa nuova abitudine si è tradotta, in otto settimane, in un aumento delle vendite pari al 149% per il lievito di birra e al 109% per la mozzarella per pizza. Altri ingredienti tuttora in cima alla lista della spesa sono farina, burro, uova.

In parte anche come conseguenza di questa nuova tendenza al fai da te in cucina, sono calate, sempre in base ai dati forniti da Coop, le vendite di pane, che hanno segnato un -30% tra il 16 marzo e il 19 aprile.

Bene anche il mercato di aperitivi e birra, incentivato dal trend delle videochiamate tra amici, andate a sostituire le uscite serali. L’impossibilità di frequentare palestre e il fermo a molte attività sportive hanno provocato un calo superiore al 40%, rispetto all’inizio dell’emergenza, delle vendite di bevande e integratori per sportivi. In netto calo anche la vendita di preservativi, -37% nell’ultimo periodo di lockdown.

Per quanto riguarda la cura della persona, le tinte fai da te per capelli tra metà marzo e metà aprile hanno registrato un’impennata del 164%. A registrare le crescite più impressionanti e costanti nel tempo, e il maggior numero di situazioni di tutto esaurito, sono stati i prodotti per l’igiene della casa, salviettine disinfettanti, disinfettanti per superfici, termometri e mascherine.

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